Cosa delego all’AI e cosa no: il mio flusso di lavoro reale
Non sono né un entusiasta né uno scettico: uso l’AI ogni giorno per lavoro, e proprio per questo ho smesso di parlarne in astratto. Questa è la divisione dei compiti che funziona per me, dopo parecchi esperimenti e qualche errore istruttivo.
Quello che delego volentieri
Refactoring ripetitivi, prime bozze di funzioni con specifiche chiare, ricerca dentro documentazione sterminata, revisioni di codice come secondo paio di occhi. Qui l’AI moltiplica la velocità senza toccare la qualità — a patto di leggere tutto quello che produce.
Quello che non le faccio toccare
Le decisioni di architettura, la sicurezza, tutto ciò che tocca dati o pagamenti. Non perché l’AI sia scarsa: perché la responsabilità non è delegabile. Quando qualcosa va male alle 23 di sera, il modello non risponde al telefono — rispondo io.
La regola che mi sono dato
Delego l’esecuzione, mai il giudizio. L’AI scrive più veloce di me; cosa vada scritto, e perché, resta il mio mestiere. Ed è la parte che rende tutto il resto utile.